venerdì 29 febbraio 2008

Anniversario Costituzione

60°

Quest'anno si festeggia il sessantesimo anno di vita della nostra Costituzione.
139 articoli...diversi però sono stati abrogati.

L'unica cosa che mi viene da scrivere è: se qualcuno rispettasse i principi forse, fooorse, vivremmo meglio! Anzi, vivremmo nella legalità.
Non voglio fare politica, anche perchè sono piuttosto stufa di quel mondo, ma da studentessa in legge, mi fa rabbia sapere che tanto nessuno cambierà le cose. Neanche una legge scritta. C'è sempre qualcuno che trova un escamotage e questo mi sconforta.
E allora...perchè studiare sui libri??? Perchè non dicono come stanno realmente le cose???
Mondo infame...

mercoledì 27 febbraio 2008

Perchè le donne stanno tanto nei bagni pubblici???

Questo è il contenuto di una mail che sta girando in questi giorni!

Le donne sorrideranno e gli ometti capiranno......buona lettura!!!


Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: 'MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto' e poi ti mostrava 'la posizione' che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpovenga a contatto con la tavolozza.'La posizione' è una delle prime lezioni di vita di una bambina, importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, 'la posizione' è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere. Quando 'devi andare' in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate. è la posizione ufficiale di 'me la sto facendo addosso'.Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con 'la bambina piccola che non può più trattenersi' e ne approfittano per passare avanti tutte e due!A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non bendefiniti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perchè non si sa mai. Tornando alla porta... dato che non c'è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi 'la posizione'... AAhhhhhh...finalmente...A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perchè sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza nè di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa 'non sederti mai su un gabinetto pubblico!', così rimani nella 'posizione', ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere 'la posizione' richiede grande concentrazione. Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n'è...! (mai).Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassatiNO!! Allora urli 'O-CCU-PA-TOOO!!!', continuando a spingere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adess o puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai. In questopreciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perchè l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perchè hai su il cappotto che non sapevi dove appendere e perchè in questi posti fa sempre un caldo terribile.Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perchè il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perchè davvero 'non sai quante malattie potresti prendertiqui'. Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone!Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna! Finalmente vai al lavandino. è tutto pieno di acqua e non puoiappoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finchè riesci finalmente a lavarti le mani in u na posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perchè non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontanea mente,cosciente del fatto che hai passato un'eternità là dentro.Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata! A me è capitato una volta, e non sono l'unica a quanto ne so! Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava. 'Perchè ci hai messo tanto?' ti chiede irritato.'C'era molta coda' ti limiti a rispondere.E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perchè una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce perchè tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'. E la dignità.

*Questo è dedicato alle donne di tutto il mondo che hanno usato unbagno pubblico e a voi uomini, perchè capiate come mai ci stiamo tanto. *


Sad :-(

Niente....sono ufficialmente triste. Ho appena avuto una sfuriata con il mio titolare e non ho risposto proprio nei migliori dei modi.

Il fatto che sono tutte cose accumulate in questi mesi e oggi sono sbottata. Me ne vergogno parecchio perchè non è da me. La miglior cosa è l'educazione, nei confronti di chiunque...ma dopo l'ennesima parola (parolaccia) sbagliata mi sono sfogata, neanche mio padre si è mai permesso di dirmi certe cose.

E' vero. L'errore, oggi, è stato commesso da me, ma essere trattata così, NO!!! Basta!!!


lunedì 25 febbraio 2008

Ripetutamente

Normalmente, quando mi piace una canzone, mi capita di ascoltarla più e più volte durante la giornata. Questo è un grosso sbaglio, perchè dopo un po' di tempo mi stufo e devo abbandonarla per trovarne un'altra, altrettando affascinante. And so on...tutte le volte così...
Adesso è il momento di "Come musica" di Jovanotti. Una canzone d'amore...melodia semplice e dolce. Parole a me comuni, frasi in cui mi immedesimo e non so per quale strano motivo, questa canzone mi riporta ad una foto fatta a Roma nell'agosto del 2006. Esattamente questa:


Anch'io ho buttato la monetina, e sicuramente uno di quei sicari della fontana con la calamita l'avrà spesa in chissà che cosa. Ad ogni modo, il mio sogno si è realizzato. Ok, non sono così credulona, ma mi piace pensare che sia così. Voglio dire, sognare non è un peccato!

Le nostre false partenze

i miei improvvisi stupori

il tuo Sex and the city

i miei film con gli spari

I nostri segni di aria in questi anni di fuoco

Solo l'amore rimane e

tutto il resto è un gioco

I tuoi silenzi che accarezzano le mie distrazioni

Ritrovarti quando ti abbandoni

Il nostro amore immenso che non puoi raccontare

e che da fuori non puoi raccontare

So che è successo già

che altri già si amarono

non è una novità

ma questo nostro amore

è come musica

che non potrà finire mai

mercoledì 20 febbraio 2008

I'm in love



Io sono sempre più innamorata di Torino. Molti, non essendo neanche mai venuti a visitarla, non la apprezzano. Quello che pensano è: nebbia, fabbriche, torinesi chiusi e poco cordiali...

Torino è molto di più. Torino è storia. Torino è vita.

Non a caso è stata anche capitale in passato. E' una di quelle città che non puoi girare in un giorno solo. Abbiamo le montagne che ci fanno da cornice, la pianura che ci ospita e se proprio vogliamo dirla tutta, anche il mare non è poi così lontano, anche se personalmente non amo molto la Liguria, o meglio, la costa ligure. Sono abituata ad altro tipo di spiagge.

I torineeeesi...non è che ce ne siano davvero così tanti. Intendo dire quelli originari. La maggior parte, me compresa, sono orginari di altre regioni.

Io sono nata e cresciuta qui, il mio accento, così dicono, si seeeente che è di queste zone. Queste maledette vocali aperte ;). La cosa strana è che ogni qualvolta esco dal Piemonte mi viene automatico accentuare la cadenza, ma giuro che non lo faccio di proposito!!!

Invito chiunque a fare un giretto qui, e se volete...potrò farvi da cicerone.

martedì 12 febbraio 2008

...il qualunquismo dei discorsi...

Oggi è stata una di quelle giornate lunghe, ma così lungheeee! Un sacco di cose da fare in ufficio, sembravo un piccolo robottino all'opera.
Poi, ho sprecato un'ora e mezza del mio tempo tra fermata, bus, fermata, bus e finalmente a casa. Ufficio - casa = 14 stupidi chilometri! Sfortuna vuole che non ci sia un unico bus che mi porti a casa, quindi devo cambiare e nel cambiare, spesso, sono costretta ad aspettare delle ore prima che passi il mio 62 e poi il 46. Ecco, oggi, chissà per quale motivo, i trasporti pubblici non hanno rispettato l'orario (come se fosse una novità ma vabbè). Oltre ad odiare Trenitalia, odio anche la GTT (Gruppo torineeeeesi trasporti).
Qualcuno potrebbe pensare: ma perchè non vai in macchina? In effetti in macchina, 20 minuti e sono a casa, ma non conviene economicamente parlando.
Fino a luglio scorso risparmiavo andando in scooter, 5 euro di benzina a settimana, e ci facevo 10 viaggi (a/r), ma dopo l'incidente avuto perchè un PIRLA mi ha buttato giù facendomi spiaccicare al suolo, direi che è meglio sfruttare il trasporto pubblico.
Sono piuttosto coraggiosa e forse lo riprenderei, ma proprio l'altro giorno ho avuto un flash e ho ripensato a quel momento e pensavo tra me e me che sono stata fortunata, e che se avessi rallentato di più probabilmente la macchina mi avrebbe fatto fare il giro della morte e chissà io....insomma pensieri brutti brutti!!
Ma il fato, diciamo così, ha voluto che la macchina prendesse il lato destro dello scooter, perchè questo usciva da un distributore di benzina, e quindi me la sono cavata con 15 giorni di collare e qualche dolore sparso qua e là per il corpo! Ma finchè posso raccontarlo va più che bene!
Alcune volte nella vita conviene tenere gli occhi ben aperti, a volte alla metá, e a volte ben chiusi. Il fatto é sapere come ogni volta.
[Domenico Ceri Estrada]

lunedì 11 febbraio 2008

I'll be there for you

A giorni si festeggerà San Valentino, e dato che non sono banale e dato che per quel che mi riguarda, San Valentino è tutti i giorni, voglio solo rinnovare, con questo post, il mio aMMMMore per te ;)
Grazie per il w-e appena trascorso, il tempo che passiamo insieme non è mai abbastanza e i chilometri che ci dividono da un anno a questa parte rendono tutto più difficile, ma siamo due leoni, sopportiamo e andiamo avanti...
Se fra tanto tempo
ci incontreremo ancora
ti dirò ogni cosa
se potrò ancora guardare dentro ai tuoi occhi
ti dirò ogni cosa, sarò la tua sposa
amami per come sono
amami così
anche da lontano
amami amore mio celeste
perché io ti amo e ti amerò per sempre
se fra tanto tempo ci incontreremo ancora
ti darò i miei doni e ti dirò ogni cosa,
ti dirò ogni cosati darò ogni bacio
con cui in passato ti avrò già tradito
e poi sarò la tua sposa
amami per come sono
amami così anche da lontano
amami amore mio celeste perché io ti amo e ti amerò per sempre
se fra tanto tempo potrò abbracciarti ancora
potrò parlarti ancora
potrò sorriderti ancora
ti dirò ogni cosa, sarò la tua sposa
per sempre, per sempre.
[Giorgia - Per sempre]

giovedì 7 febbraio 2008

Problemi di vita quotidiana

Forse è il caso che io mi iscriva a qualche corso di difesa personale o di kick boxing.
Ieri pomeriggio, dopo un bel po' di tempo, ho deciso di andare in paese a piedi. "in paese" vuol dire per tutti quelli che vivono nella cintura torineeese come me, andare nel centro cittadino,dove è tutto concentrato: negozi, ristoranti, agenzie di viaggi, piccoli supermercati, bar, edicole.
Bene, fin qui niente di strano. Ma mentre percorrevo il mio solito viale alberato, due ragazzini, credo rumeni dall'accento, provenienti dal senso di marcia opposto al mio, hanno iniziato a parlottare qualcosa su di me e uno di loro, proprio mentre eravamo il linea ha saltato verso di me farfugliando.
Il mio passo è diventato più svelto e controllavo che fossero sempre più lontani da me.
Erano neanche le 18, quindi un orario apparentemente tranquillo. Ma le cose sono cambiate, i tempi di oggi sono decisamente più pericolosi.
Ho sempre vissuto qui, e mi ricordo che, quando avevo 14 anni, tornavo la sera con la mia amichetta dall'oratorio senza avere nè paura, nè problemi. Voglio dire...se si fidavano i nostri genitori un motivo ci sarà stato! Oggi sarebbe impossibile e impraticabile. Questo paesino si è riempito di gente poco per bene e sinceramente di girare a piedi e sentirmi dietro parole, fischi, molestie, non ne ho voglia. O meglio...ho paura!
Quindi, contribuirò alle polveri sottili utilizzando l'auto anche per fare meno di un kilometro.
E cercherò dei corsi...se possibili e fattibili anche quelli che occorrono per non farsi sfruttare dal proprio titolare. Oggi poi...diciamo che davvero non lo tollero!!!!!!!!!!!!!

mercoledì 6 febbraio 2008

Destabilizzante!!!!!!

Questo è un articolo della stampa di oggi.
Si tratta di un argomento che mi tocca profondamente in quanto donna. Ma anche se non lo fossi, mi preoccuperebbe allo stesso modo.
E' intollerabile. Sarò in grado di decidere cosa è meglio per me o no? Perchè deve esserci qualcuno che decide al posto mio e mi nega un diritto?
La vita è sacra e nessuno contesta tutto ciò. Ma sono io, in quanto DONNA, a decidere se procreare o meno in quel momento.
Dovrebbe essere un Paese democratico il nostro, ma ad ogni modo c'è sempre qualcosa o qualcuno che ci impedisce di agire nella maniera più libera e consapevole.
A me è capitato, più che altro per sicurezza, di ricorrere alla pillola del giorno dopo. La mia dott.ssa me l'ha prescritta, ma il farmacista, una volta letto il farmaco sulla ricetta, mi guarda stupito, legge ad alta voce il nome del farmaco, tentenna, va a prenderlo e poi salutandomi mi dice "AUGURI"...auguri???? Che tu non sia d'accordo va bene, ma che davanti ad altri clienti: 1) leggi ad alta voce il nome del farmaco e non è carino, non che tutti possano ricondurre il nome all'efficacia, ma non si sa mai; 2) mi fai gli auguri...ma per cosa???? sempre davanti ai clienti. Ma la PRIVACY....????? La legge 196 del 2003 non è stata fatta per essere ignorata!!!!! Se solo il mio professore sapesse...ti avrebbe appeso al muro della farmacia (n.b. il mio professore di diritto costituzionale I e II è l'attuale garante della privacy...mitico Prof. Francesco Pizzetti)
Per il contraccettivo del giorno dopo non è prevista l'obiezione di coscienza

ROMA
Medici e farmacisti non possono essere obiettori di coscienza sulla pillola del giorno dopo. Il ministro della Salute Livia Turco preferisce non rilasciare dichiarazioni sull’odissea che le donne sono costrette a vivere per ottenere la pillola del giorno dopo durante i fine-settimana. «Non intendo commentare», spiega. I medici, invece, i protagonisti di questa vicenda, chiariscono che al massimo esiste la «clausola di coscienza». Se dunque per avere la prescrizione della pillola durante i fine settimana la donna si reca al pronto soccorso e si trova davanti al rifiuto di chi si dichiara obiettore di coscienza ha almeno il diritto di ottenere un collega in grado di fornire nel più breve tempo possibile il farmaco. «L’obiezione - spiega il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici, Amedeo Bianco - addotta a giustificazione del rifiuto non esiste sotto il profilo giuridico in altre fattispecie all’infuori dell’aborto o di alcune tecniche di fecondazione assistita». Che cosa può opporre il medico per spiegare il rifiuto? «Una clausola di coscienza che però non esaurisce i suoi doveri perché i medici devono garantire a tutti i cittadini un uguale accesso ai diritti. Dunque se i medici sono liberi di esprimere in autonomia e indipendenza un rifiuto a prestare una certa attività in scienza e coscienza, allo stesso tempo devono adoperarsi affinché il paziente che richiede quella prestazione possa averne la disponibilità entro i tempi appropriati». La soluzione secondo il presidente della Fnomceo deve partire dalle direzioni sanitarie: «Dovrebbero fare in modo che certi incidenti non accadano mai, per esempio attivando una rete che garantisca durante tutte le 24 ore il servizio di medici non obiettori».Ben diversa la posizione dei medici cattolici. Angelo Francesco Filardo, ginecologo obiettore, sottolinea quello che è scritto nella Carta degli Operatori Sanitari del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari: «È atto abortivo anche l'uso di farmaci o mezzi che impediscono l'impianto dell'embrione fecondato o che ne provocano il distacco precoce. Coopera con l'azione abortiva il medico che consapevolmente prescrive o applica tali farmaci o mezzi». E i farmacisti? Possono rifiutarsi di vendere la pillola del giorno dopo? «Il farmacista non può essere obiettore per legge», spiega Franco Caprino, segretario nazionale di Federfarma. «Il farmacista ha l’obbligo di fornire il prodotto se c’è una ricetta». E allora può fingere di non averlo? «E’ vero che si tratta di un farmaco non molto venduto per cui può succedere che non sia in negozio in quel momento ma ci si attiva e lo si procura in poche ore». Altrimenti? «Altrimenti si può anche denunciare il farmacista», conclude Franco Caprino.Favorevoli al ricorso alle vie legali anche i radicali. I medici obiettori «vanno denunciati alla Procura della Repubblica» sostiene Massimo Iervolino segretario dell’Associazione Radicali Roma. «L’obiezione di coscienza non è possibile: la pillola del giorno dopo non è un farmaco abortivo poiché agisce inibendo e ritardando l’ovulazione cioè prima della fecondazione». Ma i cattolici la vedono in modo diverso. Vittorio Baldini, farmacista bolognese. «Il tempo che la carica spermatica impiega per il raggiungimento della sede di fecondazione, spinta dal movimento delle cellule ciliate e della contrazione muscolare liscia uterina generata dal coito, è di un’ora circa». E quindi quella della pillola del giorno dopo è «un’azione tutt’altro che farmaceutica: intercettare il concepito in gergo medico significa impedire il suo annidamento. Esito finale: la morte di un embrione umano in sede uterina (leggesi aborto)». O, come aggiunge Angelo Francesco Filardo: «Per un cattolico osservante l'uso della pillola del giorno dopo non è meno grave dell'aborto volontario fatto qualche settimana dopo, perché il Magistero della Chiesa insegna che “La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura”».

martedì 5 febbraio 2008

Serata alternativa

Direi che per me andare al Supermarket è davvero alternativo. Non si tratta di un vero e proprio negozio dove vendono merci, ma è un locale di Torino. A ricordare però quello che è una bottega sono i carrelli appesi al soffitto che rendono il posto alquanto simpatico.
Frequentato da persone di tutti i tipi, sarà per il tipo di musica che viene messa. Per non parlare della super classifica di Turi Megazeppa, un personaggio niente male. Per la città lo si vede come la sera nel locale.
Giacca di pelle lunga fino alla caviglia, zeppe nere che lo sollevano di almeno 10 cm dal suolo.
Nella super classifica di questo sabato ha messo " Il mio nome è Jem" (sono una cantante, bella e stravagante, ballo il rock and roll. Vesto assai elegante, certe volte lo sai, sono esuberante)...avete presente il cartone animato?? Si Si proprio quello! Fantastico! Ho fatto un tuffo nel passato di almeno 15 anni.
Sicuramente da ripetere...